Il modello di Donna era presente già nel 500a.C.

Le donne Etrusche 

Due erano gli aspetti della società etrusca che colpivano gli osservatori e in particolare quelli greci:

  1. la ricchezza e il lusso che caratterizzavano il modo di vita delle classi dirigenti etrusche, visibile nell’uso di impreziosire le acconciature e i vestiti con gioielli
  2. il ruolo della donna. Le donne etrusche a differenza di quanto avveniva in Grecia:
    • Partecipavano attivamente alla vita sociale
    • Sapevano leggere e scrivere
    • Potevano essere titolari di attività economiche
    • Mantenevano il patronimico anche da sposate.

Per i Latini la donna doveva essere lanifica et domiseda,  cioè doveva passare la vita seduta in casa a filare la lanae su di lei, nelle età più antiche, il pater familias (il capofamiglia)  aveva il diritto di vita e di morte.
Per i Greci le donne dovevano vivere sottomesse al marito e passare la maggior parte della loro vita chiuse in casa. La donna etrusca invece, era istruita, poteva vestire in modo spregiudicato,poteva partecipare ai banchetti conviviali, sdraiata sulla stessa kline (letto) del suo uomo o assistere ai giochi sportivi ed agli spettacoli.

La donna etrusca viveva pienamente, usciva spesso, “senza arrossire”, come ci riferisce Tito Livio,“per essere esposta agli sguardi degli uomini”,partecipava alle cerimonie pubbliche, assisteva alle danze, ai concerti, ai giochi, talvolta presiedendo da un palco apposito, come rivelano le pitture di Orvieto.Questo era scandaloso per i Romani che non esitarono a bollare questa eguaglianza
come indice di licenziosità e scarsa moralità da parte delle donne etrusche; addirittura dire “etrusca” era sinonimo di “prostituta”.

Ma la condizione sociale della donna nella civiltà etrusca era veramente unica nel panorama del mondo mediterraneo.
La donna poteva anche trasmettere il proprio cognome ai figli,soprattutto nelle classi più elevate della società, essere titolare di attività produttive,poteva avere schiavi ed aveva diritto ad un nome completo.
Aveva diritto ad una propria tomba ed era titolaredi atti di compravendita e di successione ereditaria.
Nella vita quotidiana il lavoro compiuto dalla donna aveva grande importanza ed essa si poteva senz’altro considerare la “regina della casa”.
Che la donna fosse la regina della casa ce lo dice la notevole quantità di utensili da cucina, di stoviglierie,
di vasi, di mestoli, di piatti e recipienti vari per conservare cibi e bevande, rinvenuti in scavi compiuti nei villaggi e nelle necropoli di Spina sul Tirreno.

Le donne etrusche non si accontentavano per i lavori di cucina, di vasellame, di secchi e di pentole rozzi e malfatti, <ma tenevano molto ad avere materiale di prim’ordine, assai spesso acquistato dai migliori mercanti d’Etruria, o da commercianti italici o greci che frequentavano i grandi empori, dove esistevano veri e propri fondaci e magazzini.
Le donne etrusche tenevano molto alla loro bellezzae ce lo dimostra la tomba di Larthia Seianti raffigurata nell’atto di ammirarsi in uno specchio.

All’interno della sua tomba sono stati ritrovati:un pettine doppio, una bulla, un cucchiaino da cosmesi, spilloni per l’acconciatura, pinzette depilatorie, il tutto in argento o argento dorato.
Vi erano poi, numerose ampolle in alabastro per le essenzee gli unguenti, di preziosa fattura.
Nelle epigrafi talvolta il nome (oggi diremmo il cognome) della donna appare preceduto da un prenome (il nome personale)segno del desiderio di mostrarne l’individualità all’interno del gruppo familiare a differenza dei Romani che ne ricordavano solo il nome della gens, .

La donna etrusca sapeva conciliare lavoro, sport, cura della propria immagine e famiglia.
Era una madre tenerissima, che aveva molta cura dell’educazione dei figli e una buona moglie.

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