Segreti e misteri sulla festa delle donne

L’8 marzo  ha radici lontane anche se, come per tanti avvenimenti che hanno importanza nella nostra storia, fatti reali e leggende si intersecano anche perché, quando si è cominciato a celebrare questa data, la gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici erano analfabeti, quindi le notizie erano affidate al mezzo verbale.
Come qualche volta accade ad eventi che per la loro rilevanza sono entrati a far parte della storia del costume di una società, anche l’origine della festa della donna è circondata da un alone di mistero che la rende in qualche modo leggendaria.

esiste la storia che conoscono tutti ed una “apocrifa” 

  • Versione Ufficiale:

La Giornata internazionale della donna ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. Rappresenta una delle due giornate dedicate ai diritti di genere, insieme alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita il 17 dicembre 1999 e che cade ogni anno il 25 novembre, e che in comune con l’8 marzo ha il fatto di essere nata all’interno di specifici contesti politici e sociali.

Questa celebrazione si tiene negli Stati Uniti d’America a partire dal 1909, in alcuni paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922. Specialmente in passato e ancora oggi, ad esempio dall’UDI, viene anche definita Festa della donna.

  • Versione Apocrifa:

Questa storia racconta che tutto è iniziato nel 1857, proprio l’8 Marzo. Un gruppo di donne che lavoravano in una fabbrica di vestiti di New York ha marciato per protestare contro le loro cattive condizioni di lavoro. Cinquantuno anni dopo, c’è stata un’altra marcia sempre a New York, molto simile alla precedente, sempre per protestare contro le cattive condizioni di lavoro. Questi due episodi sembra che abbiano fissato la data proprio all’8 Marzo.

 

Ma vi siete mai chiesti il perchè della Mimosa?

Partendo dal principio che è una cosa prettamente Italiana.

Furono proprio i comunisti nel periodo del dopoguerra a decidere il fiore più adatto per la celebrazione ,nel 1946 la mimosa divenne ufficialmente il fiore di questa festa.

Ma la mimosa non fu l’unico fiore in lizza per l’elezione a simbolo ufficiale della festaIl Partito Comunista infatti prima propose la violetta. Poi però si accorsero che era un fiore caro e difficile da trovare, quindi non molto di sinistra. Allora arriva Teresa Mattei ex partigiana che propone un fiore molto più economico, che si potesse cogliere gratis con facilità e che le ricordava i partigiani perché era quello che questi regalavano alle staffette: la mimosa. L’idea piacque e la mimosa vinse contro la violetta. La Mattei morta nel 2013 alla tenera età di 92 anni una volta disse: “Quando nel giorno della festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”. E brava Teresa!

 

 

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